Yggdrasil* – la porta per i mondi, la soglia dell’oscurità…

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URDHR* PARTE 1

 

Chissà, forse avrete ancora sentito parlare del regno di Sidh*, un regno magico e misterioso, di cui neanche la sua stessa esistenza è sicura.

Quando ero bambina era il mio più grande sogno poter visitare questo mondo che veniva descritto nelle fiabe…fiabe, no, erano vecchie leggende…beh, ma  forse questo non è molto importante. Passavo i miei pomeriggi sulla collina, che dolce si erge  dietro il palazzo di Niflheimer, a sognare su quel fantastico mondo insieme a lui…probabilmente la persona più importante per me.

Eravamo solo due bambini pieni di sogni e senza nessuna preoccupazione, ma ora tutto è cambiato. Però ricordare quei momenti mi riempie di dolcezza così come ripensare a quei due giovani cuori uniti nello stesso sogno: poter vedere un giorno quel mondo fantastico. Non ci curavamo del fatto che molto probabilmente esso neanche esisteva, non era importante!

Aspettavamo il tramonto parlando di quello che avremmo potuto vedere, le creature fantastiche che avremmo potuto incontrare, le scoperte che avremmo potuto fare…

Il Sole rosso che si rifletteva sul bianco palazzo reale di Niflheimer rimandava degli scintillii argentati, era come se l’intero edificio fosse circondato da fate che brillavano immobili sotto la luce dell’astro. Giungeva poi la notte, con le sue ombre scure rischiarate da una Luna pallida e fredda. Sotto quella luce il grande palazzo era ancora più bello, sembrava trasparente come il ghiaccio e le fate, che prima stavano sedute immobili  su di esso, avevano ora cominciato a brillare in cielo.

Ma questi erano solo i sogni di due bambini. Gli anni passarono e, anche se forse infondo  sono ancora una bambina, il regno di Sidh venne dimenticato…o meglio lo seppellii all’interno del mio cuore insieme al ricordo del mio compagno di sogni.

Era stato un bellissimo sogno e nient’altro!

 

Niflheimer* - il regno bianco come la neve -

 

Il Sole si stava alzando nel cielo, e i suoi raggi cominciavano a filtrare all’interno della stanza, mi voltai verso il muro per evitare che quella luce disturbasse maggiormente il mio sonno. Ero sempre stata restia ad alzarmi presto sin da bambina. Il mio riposo venne però definitivamente interrotto dal rumore di Kurugane* che bussò alla porta della mia stanza. Mi alzai controvoglia e stropicciandomi gli occhi andai verso di essa, inciampando quasi nel tappeto, la aprii e vidi l’uomo, che con la sua solita espressione un po’ scocciata, se ne stava appoggiato con un braccio allo stipite della porta e mi guardava con sguardo severo. “Ma stavi ancora dormendo?” mi disse, poi continuò sospirando “ahh, cosa devo fare con tè?! Ormai sono più di dieci anni che cerco di insegnarti almeno ad alzarti presto…uff, in più oggi non dovevi andare a palazzo dal principe? Non è un’udienza ufficiale, certo, ma è pur sempre un suo ordine!”.

“Il principe? L’udienza? Credi che me sarei dimenticata Kurogane” risposi con calma e sorridendo. “E allora così ci fai ancora lì in pigiama? Avremmo dovuto essere già usciti da un pezzo!”. Detto questo si allontanò agitando le braccia in aria. Era un tipo strano Kurogane, all’apparenza sembrava parecchio scontroso e taciturno, ma in fondo non era così, era una persona che mi piaceva davvero molto, forse anche perché è sempre stato la mia unica famiglia. Ricordo ancora il giorno in cui capitai nel regno di Niflheimer, avevo 6 anni ma di come e dove li avevo trascorsi ancora tutt’oggi non ne ho assoluto ricordo. So solo che a fianco a me c’era sempre stato Kurogane, neanche lui si è mai ricordato da dove è arrivato, magari proveniamo addirittura dallo stesso mondo, chi lo sa? Comunque qui ad Niflheimer giungemmo insieme, e da allora lui si è sempre preso cura di me. Cercò anche di insegnarmi l’arte della spada, infatti egli è sempre stato un bravissimo spadaccino ed un’eccellente soldato, ma io ero una pessima allieva, non ho mai brillato nell’attività fisica, il massimo che mi riusciva era arrampicarmi sugli alberi.

Mi vestii in un batter d’occhio, uscii dalla mia stanza e corsi da Kurogane che mi aspettava sull’uscio della casa. La colazione la consumai lungo il tragitto, facevo spesso così.

Passeggiando per le vie e i prati spesso mi guardavo intorno estasiata dal paesaggio, soprattutto nei primi giorni di primavera, quando l’aria fresca e frizzante dava maggiore fascino a quei luoghi. Credo che il regno di Niflheimer sia uno dei più belli che abbia mai visto, anche se il suo clima è abbastanza freddo, durante la primavera e l’estate tutto è dominato dal verde della vegetazione e il profumo dei fiori riempie l’aria, il resto dell’anno a predominare è invece il bianco della neve e dei fiumi ghiacciati e la residenza reale sembra essere un tutt’uno con il paesaggio circostante.

Immerso nel verde stava il bianco palazzo di Niflheimer, si ergeva con le sue 5 torri aguzze che candide sembravano brillare sotto la luce del sole. Ai suoi piedi aiuole di violette e gigli che percorrevano tutto il perimetro dell’edificio. Arrivammo al cancello, composto da due grandissimi cigni bianchi, e proseguimmo per il niveo viale che portava fin davanti al portone d’ingresso. Anch’esso era bianco con decorazioni in argento. Le pareti esterne erano ornate con giochi di archi e ogni capitello assumeva la forma di un cigno.

Entrammo. A differenza del luminosissimo aspetto esterno, all’interno il castello era molto più scuro, anche se il bianco era ancora il colore predominante. Il lungo e ampio corridoio portava direttamente alla sala del trono e lungo le sue pareti era decorato con araldi, di colore rosso,  appesi al muro. L’ambiente era caratterizzato da un silenzio surreale e quasi mistico e i nostri passi riecheggiavano per tutto il corridoio. Arrivammo d’innanzi alla grande porta della sala del trono, e lì ci fermammo ad aspettare che qualcuno venisse a chiamarci per entrare.

“Oh, guarda un po’ chi c’è” si udì provenire dal corridoio, “cosa ci fa una popolana, di cui non si sa neanche da dove provenga, come te qui al casello?”.

“Salve signorina Delphine!*” dissi seria. ma con tono pacato, non appena la persona che prima aveva parlato si era rivelata uscendo dall’ombra. Delphine aveva più o meno la mia età ed apparteneva ad una delle famiglie più importanti di Niflheimer, infatti era figlia del marchese di Gild* colui che, per conto del sovrano, governava su gran parte dei paesi limitrofi alla capitale del regno, e da quando la regina morì lasciando suo figlio, ancora un ragazzino, al trono, il marchese aveva posto sotto il suo controllo quasi tutto Niflheimer. Difatti, sebbene fosse il legittimo successore, il principe era ancora molto giovane per poter governare,infatti aveva appena 16 anni, inoltre le leggi del paese impedivano all’erede al trono di salire ufficialmente al potere se non aveva ancora preso moglie. E il marchese di Gild, molto astuto, riuscì ad imporre la propria figlia come fidanzata del principe.

Delphine era di bell’aspetto, aveva dei capelli di un colore molto chiaro raccolti in raffinate pettinatura e portava quasi sempre dei vestiti bianchi, il che la rendeva quasi un tutt’uno con il grande palazzo bianco, ma al di là della sua apparenza era di carattere davvero poco sopportabile: viziata, superba e sprezzante degli altri.

Delphine ripeté la domanda di prima guardandomi negli occhi con un’espressione dura. Abbassai lo sguardo e dissi quasi a bassa voce “dovrei vedere il principe!”

“Ah, come se il principe avesse tempo da perdere con una come te!” poi mi afferrò per un braccio e stringendo sempre più forte continuò: “vedi di non montarti troppo la testa! Solo perché il principe ti prese in simpatia quando eravate bambini. Tu non sei alla sua altezza! E inoltre da quando la regina è morta tutto è cambiato! Quindi vedi di stare alla larga dal principe!”

“Non è alla sua altezza dite?!” si intromise Kurogane “e allora perché minacciate Lilie di stare lontano dal principe! Se non fosse alla sua altezza non avreste di che preoccuparvi!”. Delphine era furente per la risposta dell’uomo e stava per sfogare tutta la sua rabbia quando un gruppo di servitori e soldati cominciarono a correre davanti alla porta della sala del trono. Correvano avanti e indietro tutti agitati, al che la cosa mi spaventò, non era assolutamente normale un simile comportamento! Mentre Delphine si lamentava per il frastuono e il comportamento della servitù, io cercavo di seguire con lo sguardo i loro movimenti concitati, ed essi, noncuranti della nostra presenza, continuavano a fare avanti e indietro. Mi avvicinai a Kurogane e chiesi a bassa voce, un po’ spaurita “Che cosa sta succedendo?”, ma l’uomo non diede risposta continuando a fissare di fronte a lui. Proprio in quel momento giunse il giovane mago di corte, che con passi veloci uscì da uno dei corridoi laterali. “Fye*, ma che sta succedendo?” gli chiesi correndo verso di lui. Il ragazzo si fermò. Indossava una lunga tunica bianca decorata con alcuni strani ghirigori azzurro chiari, portava tra le mani il suo bastone e i suoi capelli biondi brillavano colpiti dal fascio di luce che penetrava da una finestra e sotto cui egli si era fermato. Fye era una persona molto allegra, e il suo volto era spesso illuminato da un bel sorriso, vista la sua giovane età era ancora un mago apprendista ma un giorno avrebbe succeduto il suo maestro con grande dignità.

Stranamente il giovane stregone non rispose alla mia domanda con un sorriso anzi, il suo volto era crucciato, non l’avevo mai visto con una simile espressione piena di preoccupazione sul volto. Tirò un sospiro, poi disse a bassa voce ma con decisione: “Il principe è sparito!”



* Albero cosmico che attraversava i nove mondi della mitologia nordica.

* “Passato” nell’antica lingua nordica; una delle tre Norne che tesseva il destino degli uomini ai piedi dell’Yggdrasil.

* Il nome è ripreso dalla mitologia celtica, era il nome con cui era chiamato il mondo magico abitato da elfi e fate e governato dalla dea lucente Bright (o Brigida); cmq questo centra poco con il mondo che in questa fic porta il nome Sidh.

* Regione del freddo nella mitologia nordica

* Kurogane da RC Tsubasa delle Clamp

* la Delphine di cui si parla è ripresa da Last Exile, quindi potete immaginarvela con la sua faccia…mi serviva un personaggio femminile poco gradevole e che si desse molto delle arie, mi è venuta subito in mente lei^^’.

* il riferimento è puramente casuale…ahahahahaah

* lui invece è Fye sempre di Resevoir Chronicle Tsubasa, il suo ruolo non è molto cambiato, anzi eheh…beh, neanche quello di Kuro a dire il vero…anche se non so se riuscirò a gestire bene il carattere allegro di Fye ç__ç…GOMEN! Ma tu sai Fye quanto me ti vuole bene!

 

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