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URDHR* PARTE 1
Ma questi erano solo i sogni di due bambini. Gli anni passarono e, anche se forse infondo sono ancora una bambina, il regno di Sidh venne dimenticato…o meglio lo seppellii all’interno del mio cuore insieme al ricordo del mio compagno di sogni.
Era stato un bellissimo sogno e nient’altro!
Niflheimer*
- il regno bianco come la neve -
Il
Sole si stava alzando nel cielo, e i suoi raggi cominciavano a filtrare
all’interno della stanza, mi voltai verso il muro per evitare che quella luce
disturbasse maggiormente il mio sonno. Ero sempre stata restia ad alzarmi presto
sin da bambina. Il mio riposo venne però definitivamente interrotto dal rumore
di Kurugane*
che bussò alla porta della mia stanza. Mi alzai controvoglia e stropicciandomi
gli occhi andai verso di essa, inciampando quasi nel tappeto, la aprii e vidi
l’uomo, che con la sua solita espressione un po’ scocciata, se ne stava
appoggiato con un braccio allo stipite della porta e mi guardava con sguardo
severo. “Ma stavi ancora dormendo?” mi disse, poi continuò sospirando
“ahh, cosa devo fare con tè?! Ormai sono più di dieci anni che cerco di
insegnarti almeno ad alzarti presto…uff, in più oggi non dovevi andare a
palazzo dal principe? Non è un’udienza ufficiale, certo, ma è pur sempre un
suo ordine!”.
“Il
principe? L’udienza? Credi che me sarei dimenticata Kurogane” risposi con
calma e sorridendo. “E allora così ci fai ancora lì in pigiama? Avremmo
dovuto essere già usciti da un pezzo!”. Detto questo si allontanò agitando
le braccia in aria. Era un tipo strano Kurogane, all’apparenza sembrava
parecchio scontroso e taciturno, ma in fondo non era così, era una persona che
mi piaceva davvero molto, forse anche perché è sempre stato la mia unica
famiglia. Ricordo ancora il giorno in cui capitai nel regno di Niflheimer, avevo
6 anni ma di come e dove li avevo trascorsi ancora tutt’oggi non ne ho
assoluto ricordo. So solo che a fianco a me c’era sempre stato Kurogane,
neanche lui si è mai ricordato da dove è arrivato, magari proveniamo
addirittura dallo stesso mondo, chi lo sa? Comunque qui ad Niflheimer giungemmo
insieme, e da allora lui si è sempre preso cura di me. Cercò anche di
insegnarmi l’arte della spada, infatti egli è sempre stato un bravissimo
spadaccino ed un’eccellente soldato, ma io ero una pessima allieva, non ho mai
brillato nell’attività fisica, il massimo che mi riusciva era arrampicarmi
sugli alberi.
Mi
vestii in un batter d’occhio, uscii dalla mia stanza e corsi da Kurogane che
mi aspettava sull’uscio della casa. La colazione la consumai lungo il
tragitto, facevo spesso così.
Passeggiando
per le vie e i prati spesso mi guardavo intorno estasiata dal paesaggio,
soprattutto nei primi giorni di primavera, quando l’aria fresca e frizzante
dava maggiore fascino a quei luoghi. Credo che il regno di Niflheimer sia uno
dei più belli che abbia mai visto, anche se il suo clima è abbastanza freddo,
durante la primavera e l’estate tutto è dominato dal verde della vegetazione
e il profumo dei fiori riempie l’aria, il resto dell’anno a predominare è
invece il bianco della neve e dei fiumi ghiacciati e la residenza reale sembra
essere un tutt’uno con il paesaggio circostante.
Immerso
nel verde stava il bianco palazzo di Niflheimer, si ergeva con le sue 5 torri
aguzze che candide sembravano brillare sotto la luce del sole. Ai suoi piedi
aiuole di violette e gigli che percorrevano tutto il perimetro dell’edificio.
Arrivammo al cancello, composto da due grandissimi cigni bianchi, e proseguimmo
per il niveo viale che portava fin davanti al portone d’ingresso. Anch’esso
era bianco con decorazioni in argento. Le pareti esterne erano ornate con giochi
di archi e ogni capitello assumeva la forma di un cigno.
Entrammo.
A differenza del luminosissimo aspetto esterno, all’interno il castello era
molto più scuro, anche se il bianco era ancora il colore predominante. Il lungo
e ampio corridoio portava direttamente alla sala del trono e lungo le sue pareti
era decorato con araldi, di colore rosso, appesi al muro. L’ambiente era caratterizzato da un
silenzio surreale e quasi mistico e i nostri passi riecheggiavano per tutto il
corridoio. Arrivammo d’innanzi alla grande porta della sala del trono, e lì
ci fermammo ad aspettare che qualcuno venisse a chiamarci per entrare.
“Oh,
guarda un po’ chi c’è” si udì provenire dal corridoio, “cosa ci fa una
popolana, di cui non si sa neanche da dove provenga, come te qui al casello?”.
“Salve
signorina Delphine!*”
dissi seria. ma con tono pacato, non appena la persona che prima aveva parlato
si era rivelata uscendo dall’ombra. Delphine aveva più o meno la mia età ed
apparteneva ad una delle famiglie più importanti di Niflheimer, infatti era
figlia del marchese di Gild*
colui che, per conto del sovrano, governava su gran parte dei paesi limitrofi
alla capitale del regno, e da quando la regina morì lasciando suo figlio,
ancora un ragazzino, al trono, il marchese aveva posto sotto il suo controllo
quasi tutto Niflheimer. Difatti, sebbene fosse il legittimo successore, il
principe era ancora molto giovane per poter governare,infatti aveva appena 16
anni, inoltre le leggi del paese impedivano all’erede al trono di salire
ufficialmente al potere se non aveva ancora preso moglie. E il marchese di Gild,
molto astuto, riuscì ad imporre la propria figlia come fidanzata del principe.
Delphine
era di bell’aspetto, aveva dei capelli di un colore molto chiaro raccolti in
raffinate pettinatura e portava quasi sempre dei vestiti bianchi, il che la
rendeva quasi un tutt’uno con il grande palazzo bianco, ma al di là della sua
apparenza era di carattere davvero poco sopportabile: viziata, superba e
sprezzante degli altri.
Delphine
ripeté la domanda di prima guardandomi negli occhi con un’espressione dura.
Abbassai lo sguardo e dissi quasi a bassa voce “dovrei vedere il principe!”
“Ah,
come se il principe avesse tempo da perdere con una come te!” poi mi afferrò
per un braccio e stringendo sempre più forte continuò: “vedi di non montarti
troppo la testa! Solo perché il principe ti prese in simpatia quando eravate
bambini. Tu non sei alla sua altezza! E inoltre da quando la regina è morta
tutto è cambiato! Quindi vedi di stare alla larga dal principe!”
“Non
è alla sua altezza dite?!” si intromise Kurogane “e allora perché
minacciate Lilie di stare lontano dal principe! Se non fosse alla sua altezza
non avreste di che preoccuparvi!”. Delphine era furente per la risposta
dell’uomo e stava per sfogare tutta la sua rabbia quando un gruppo di
servitori e soldati cominciarono a correre davanti alla porta della sala del
trono. Correvano avanti e indietro tutti agitati, al che la cosa mi spaventò,
non era assolutamente normale un simile comportamento! Mentre Delphine si
lamentava per il frastuono e il comportamento della servitù, io cercavo di
seguire con lo sguardo i loro movimenti concitati, ed essi, noncuranti della
nostra presenza, continuavano a fare avanti e indietro. Mi avvicinai a Kurogane
e chiesi a bassa voce, un po’ spaurita “Che cosa sta succedendo?”, ma
l’uomo non diede risposta continuando a fissare di fronte a lui. Proprio in
quel momento giunse il giovane mago di corte, che con passi veloci uscì da uno
dei corridoi laterali. “Fye*,
ma che sta succedendo?” gli chiesi correndo verso di lui. Il ragazzo si fermò.
Indossava una lunga tunica bianca decorata con alcuni strani ghirigori azzurro
chiari, portava tra le mani il suo bastone e i suoi capelli biondi brillavano
colpiti dal fascio di luce che penetrava da una finestra e sotto cui egli si era
fermato. Fye era una persona molto allegra, e il suo volto era spesso illuminato
da un bel sorriso, vista la sua giovane età era ancora un mago apprendista ma
un giorno avrebbe succeduto il suo maestro con grande dignità.
Stranamente
il giovane stregone non rispose alla mia domanda con un sorriso anzi, il suo
volto era crucciato, non l’avevo mai visto con una simile espressione piena di
preoccupazione sul volto. Tirò un sospiro, poi disse a bassa voce ma con
decisione: “Il principe è sparito!”
* Albero cosmico che attraversava i nove mondi della mitologia nordica.
* “Passato” nell’antica lingua nordica; una delle tre Norne che tesseva il destino degli uomini ai piedi dell’Yggdrasil.
* Il nome è ripreso dalla mitologia celtica, era il nome con cui era chiamato il mondo magico abitato da elfi e fate e governato dalla dea lucente Bright (o Brigida); cmq questo centra poco con il mondo che in questa fic porta il nome Sidh.
* Regione del freddo nella mitologia nordica
* Kurogane da RC Tsubasa delle Clamp
* la Delphine di cui si parla è ripresa da Last Exile, quindi potete immaginarvela con la sua faccia…mi serviva un personaggio femminile poco gradevole e che si desse molto delle arie, mi è venuta subito in mente lei^^’.
* il riferimento è puramente casuale…ahahahahaah
* lui invece è Fye sempre di Resevoir Chronicle Tsubasa, il suo ruolo non è molto cambiato, anzi eheh…beh, neanche quello di Kuro a dire il vero…anche se non so se riuscirò a gestire bene il carattere allegro di Fye ç__ç…GOMEN! Ma tu sai Fye quanto me ti vuole bene!